La passione per gli anime e i manga, il rapporto con i suoi genitori e i suoi fratelli. La decisione, quasi naturale, di aprire un canale YouTube. L’importanza di avere una community e Internet come spazio in cui essere finalmente sé stessa. La solitudine come possibilità e la palestra come costante. E poi gli anni del liceo, la sfida della timidezza e il suo legame profondo con il Giappone. L’intervista.
Ogni giovedì, in prima serata su DMAX, va in onda una nuova puntata de La chiamavano pausa pranzo, l’esordio dello youtuber sul piccolo schermo. Un format, dice, che gli è stato cucito addosso e che cerca di essere il più vero e popolare possibile. L’intervista.
L’esperienza travolgente di Hey Joe di Claudio Giovannesi, la ricerca infinita della stessa eccitazione e di un ruolo simile; le lunghe pause tra un lavoro e l’altro, la decisione di trasferirsi a Roma e di lasciare la gabbia dorata di Napoli. Gli anni del liceo e il suo gruppo di amiche. La scoperta del teatro e la voglia di recitare. La solitudine come dimensione familiare, in cui stare bene, e la paura della precarietà. L’intervista.
Gli anni al DAMS e quelli a Los Angeles. Il rimpianto per non aver mai fatto domanda al Centro Sperimentale e l’amore profondo per il cinema e i documentari. Le prime storie e i primi incontri. Il Papa, la Cambogia e l’Italia. Girare Mothers per esplorare sé stessa e un’urgenza personale. E poi il rapporto con gli altri mentre si lavora e con il pubblico. La responsabilità di chi racconta storie non sue e la solitudine di chi dirige. La distanza che si deve avere rispetto al tema trattato, e l’importanza dell'istinto. L’intervista.
L’esordio in teatro con la prima regia, il rapporto con i suoi genitori, l’importanza di fare quello che le piace. La differenza tra essere visti e lasciarsi guardare. I ricordi dell’infanzia e il giudizio degli altri. La solitudine dell’attore e il lavoro di squadra di uno spettacolo. E poi le cose che bastano, il colore preferito, le ombre che non sembrano andare mai via. L’intervista.
Gli anni dell’accademia a Modena, la decisione di fare l’attrice, il corso estivo a Londra. L’incontro con i the Jackal e l’esperienza di Pesci piccoli. E poi l’esordio in teatro e il momento in cui, finalmente, si è sentita una professionista. Il divorzio dei suoi genitori e la consapevolezza raggiunta a dodici anni. Quello di cui ha più bisogno e l’importanza delle persone più che dei luoghi. L’intervista.