La decisione di recitare, il liceo come una costrizione; i primi ruoli e la prima tournée in teatro. La politica dell’attore e la differenza profonda tra mestiere e arte. E poi i registi che si incontrano, la responsabilità che si sente e l’importanza della tecnica. Dal palcoscenico al set cinematografico, passando per la serialità televisiva. L’intervista.
L’ha firmata Gigi Cavenago, uno degli artisti italiani più apprezzati della sua generazione (e non solo). Negli ultimi mesi, Cavenago ha vinto un Emmy Award e un Annie Award per il suo lavoro in Love, death + robots, la serie animata di Netflix.
Il progetto di Disuniti continua ad allargarsi. Dopo il sito e il canale Youtube, arriva la newsletter per rimanere sempre aggiornati con tutte le novità.
Dalla genesi del suo ultimo romanzo, Il custode, pubblicato da Einaudi, al rapporto con il mostruoso e con la mitologia greca. E poi la sfida costante della scrittura, lo spazio vitale per raccontare, la libertà dei romanzi e i compromessi della televisione. Il senso di colpa come spinta creativa e il legame profondo, viscerale, con le storie. L’intervista.
Il ritorno in teatro, con un nuovo spettacolo, la capacità di mettersi ancora una volta alla prova e di cambiare. E poi il lavoro su sé stessa, sulla voce e sul corpo. La differenza tra pubblico e privato e le due facce dell’opinione pubblica. L’approfondimento.
L’esperienza di Un anno di scuola, il film di Laura Samani al cinema dal 9 aprile con Lucky Red. Il trasferimento in Italia, a Trieste, e l’incontro con gli altri attori. La decisione di recitare e la dimensione profonda della solitudine. La famiglia, gli amici, la voglia di interpretare personaggi diversi. I ricordi dell’infanzia, quando andava all’asilo, e quello che ha imparato su sé stessa. L’importanza della lingua e della sua musicalità, le differenze tra cinema e teatro. L’intervista.