Gli anni a Faenza, il rapporto con Bologna, la decisione di fare l’attrice e di trasferirsi a Roma. L’esperienza sul set di M – Il figlio del secolo e l’importanza di lasciarsi andare, perdendosi completamente nel proprio personaggio. E poi Il dio dell’amore di Francesco Lagi, la guida della pancia, il limite della testa e la necessità di commettere errori. L’intervista.
L’infanzia a New York, l’anno di filosofia, l’esperienza della Silvio D’Amico e l’incontro con attori come Luca Marinelli. E poi il cinema, il set de Il dio dell’amore, la sfida del grande schermo. La consapevolezza di essere un’interprete e di avere un ruolo attivo nel processo di creazione. La famiglia, il bisogno di fermarsi e il potere imprescindibile dei no. L’intervista.
Il legame che la unisce ai genitori, la decisione di ritornare su Youtube, il rapporto con la sua community e con i suoi amici. L’importanza di cambiare e di saper riconoscere il cambiamento. La sfida dei tour teatrali e il peso dell’ansia e della paura. Lo spazio più intimo della scrittura e la ricerca della solitudine. E poi i ricordi, la nostalgia e la distanza che si può creare, a volte, con gli altri. L’intervista.
La decisione di recitare, il liceo come una costrizione; i primi ruoli e la prima tournée in teatro. La politica dell’attore e la differenza profonda tra mestiere e arte. E poi i registi che si incontrano, la responsabilità che si sente e l’importanza della tecnica. Dal palcoscenico al set cinematografico, passando per la serialità televisiva. L’intervista.
L’ha firmata Gigi Cavenago, uno degli artisti italiani più apprezzati della sua generazione (e non solo). Negli ultimi mesi, Cavenago ha vinto un Emmy Award e un Annie Award per il suo lavoro in Love, death + robots, la serie animata di Netflix.
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